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C'è un vasto accordo sul fatto che la teoria psicoanalitica della femminilità sia parte essenziale della teoria generale sullo sviluppo psicosessuale, al punto che stanno o cadono insieme: e tuttavia, se scorriamo la letteratura al riguardo, abbiamo l'impressione, da un lato, di un labirinto, ricco di sentieri seducenti ma senza sbocco, e, dall'altro, di controversie insolubili. La carica emozionale delle discussioni sul tema ha oscurato l'esistenza di problemi metodologici e teorici che vanno al di là, per esempio, delle opposte tesi sul masochismo femminile o sulla natura primaria o difensiva dell'invidia del pene. Gli equivoci e le ambiguità vengono moltiplicati anche da quella letteratura che tenta una revisione della teoria freudiana dello sviluppo psicosessuale femminile, dichiarando decaduti molti concetti, senza però trarne le conseguenze per l'insieme della teoria dello sviluppo psicosessuale sia femminile che maschile.
Una conseguenza di questo stato di cose, di cui fa esperienza chiunque si avvicini al tema, è il senso di divario esistente fra teoria sulla donna e donna ‘reale’.