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Oggi più che mai, il problema della filiazione ci riguarda. Anche quando non stimola la nostra curiosità intellettuale, questo problema intrude nelle nostre vite tramite il codice civile, le procreazioni assistite(1) e i comitati di bioetica. In Francia, l'evoluzione dei costumi, che ha portato un aumento notevole delle nascite al di fuori del matrimonio, è stata sancita dalle modificazioni del diritto di famiglia (legge del 3 gennaio 1972). Questa legge cancella in parte la superiorità in materia giuridica del figlio legittimo su quello naturale. Essa proclama che il “figlio naturale ha, generalmente, gli stessi diritti e gli stessi doveri di un figlio legittimo nei confronti del padre e della madre”. Non intendo esaminare le implicazioni della espressione restrittiva “generalmente” per il figlio naturale e soprattutto per quello adulterino o incestuoso (alla filiazione legittima e naturale, si aggiungerebbe poi quella adottiva). È opportuno tuttavia rilevare l'esistenza di una forte tendenza a conferire una eguaglianza giuridica completa a tutti i figli, tendenza che va nella direzione delle decisioni della Corte europea dei Diritti dell'Uomo. Si può osservare come questa tendenza a difendere l'interesse del figlio ponga dei problemi