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Il volume riporta un lavoro di Flax (Final Analysis? Psychoanalysis in the post modern west) e un'ampia sua discussione (Gehrie, Meltzer, Michels, Margolis, Astrachan). L'Autrice valuta gli attuali problemi e il futuro della psicoanalisi nell'ambito delle idee postmoderne. Una serie di regole è la precondizione per la strutturazione di proposizioni
significative e per la loro organizzazione in un modello, o sistema di classificazione, e per la loro identificazione come vere o false. La verità è infatti sempre dipendente dal sistema di regole, è contestuale ed interna ad una rete di procedimenti propri di una disciplina. Non esistono né un discorso che trascende le regole né regole che governano ogni discorso e la risoluzione neutrale e oggettiva di conflitti rispetto alla verità è solo apparente e avviene solo in seguito all'esercizio del potere che dà legittimità e autorevolezza ad alcune rivendicazioni di verità, eliminandone o marginalizzandone altre. Il pensiero postmoderno si contrappone quindi alla convinzione illuministica della scienza come forma ideale di conoscenza e al metodo scientifico per scoprire la “verità”, cioè il reale indipendente dallo scienziato e dalle modalità di investigazione, l'unitario indipendente dal contesto e dal cambiamento.
Su questa convinzione illuministica poggia anche il discorso psicoanalitico, che rivendica un proprio campo di conoscenza, i metodi per investigarlo, il linguaggio per descriverlo e che basa sugli assunti che ne conseguono le sue pratiche disciplinarie, inclusi il training e la legittimazione sia delle formulazioni teoriche sia degli esperti che le praticano e che le insegnano. Ma attualmente, sottolinea l'Autrice, la teoria psicoanalitica, il trattamento clinico e i procedimenti disciplinari sono attaccati dall'interno e dall'esterno, ad esempio da parte di chi contesta alla psicoanalisi la dignità di scienza, di chi le oppone altre concettualizzazioni e metodi clinici, di chi discute sui fattori terapeutici o