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Se si segnala qui un testo di un grande sociologo francese, non è solo per l'ovvia importanza del ricercatore: il fatto è che questo libro — come molti altri extra moenia — è utilissimo a vedere come un problema che ci sta assillando, quello della (pseudo-?) opposizione tra “pulsionale” e “relazionale”, tra “oggettivo” e “soggettivo” e così via, sia affrontabile in altro ambito. La filosofia della scienza relazionale e la filosofia dell'azione disposizionale presentate in questo testo in forma discorsivamente felice, hanno qualcosa in comune con i motivi che stanno alla base di tante nostre angustie. Si può ricavare, dalla lettura di questo testo, una serie di critiche