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In questo lavoro farò un breve esame della nascita e dell'evoluzione del concetto di seduzione. Utilizzerò questo modello per mostrare alcuni aspetti del modo di procedere del pensiero teoretico di Freud, il suo stile cognitivo, e perciò di come si sviluppò la teoria psicoanalitica, con particolare riferimento al tema della nascita e della trasmissione del fantasma, ripercorrendone il cammino fino a giungere alle attuali ipotesi sul problema.
Seguiranno alcune considerazioni sulla tecnica terapeutica e, in particolare, sulla pratica dell'astinenza quale irrinunciabile regola per il mantenimento del setting nonché insostituibile fattore terapeutico della funzione analitica.
Nella teoria analitica il concetto di seduzione è strettamente collegato agli eventi seduttivi infantili quali agenti etiologici delle psiconevrosi, in particolare dell'isteria e della nevrosi ossessiva: la seduzione come trauma sessuale che si attua in due tempi separati dalla pubertà e che Freud considerò il “caput Nili nella neuropatologia” (Freud 1896, 344). Questo è ciò che Laplanche e Pontalis chiamano lo schema esplicativo delle nevrosi. Esiste poi un altro significato del termine “seduzione” con il quale si indicano le condotte seduttive, sia che vengano messe in atto dal paziente che dall'analista. La dinamica