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Durante un incontro di supervisione, un candidato, dopo avermi parlato di una donna che aveva visto in consultazione, mi disse che aveva intenzione di proporle una analisi e di proporle quattro sedute, ma che avrebbe desiderato sapere — e chiedeva il mio aiuto per questo — se quelle proposte — analisi e numero delle sedute — rispondevano, in una qualche misura, a quello di cui la paziente aveva bisogno e non solo a quello di cui lui, candidato in training, aveva bisogno.
Che il giovane collega potesse porsi quel problema mi era sembrato il segno, oltre che, naturalmente, di sue buone qualità personali e di quella che posso pensare una analisi personale buona, anche di una trasformazione avvenuta nel corpus teorico relativo alla relazione analitica. Definita, in altri tempi, come l'incontro tra una persona che ha something to spare con una persona with need (la definizione è di M. Little e siamo nel 1953), essa sembrava costruita su una condizione per la quale Racker parlava, in quegli ormai lontani anni che precedettero la sua prematura morte, di “ineguaglianza sociale … nella società composta dall'analista e dalla persona in analisi”. Egli pensava che “la miseria dello studio scientifico del controtransfert” era la conseguenza di tale ineguaglianza e che una “riforma sociale” poteva solo venire attraverso una coscienza più grande di esso.
Il candidato di cui ho parlato sembra inserito nel movimento di riforma che Racker si augurava avvenisse e ne fornisce testimonianza,