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Il 7 febbraio del '95, poco prima del compimento del suo ottantesimo compleanno, moriva Wolfgang Loch, per più di vent'anni uno dei redattori e curatori dello Jahrbuch.
Egli ha intrecciato il pensiero originale di Freud con gli sviluppi successivi della psicoanalisi, in particolare con la psicologia della relazione d'oggetto di Balint, che gli fu maestro. Pure il pensiero di Klein, di Winnicott e di Bion rientrarono nei suoi interessi e nella sua ricerca. Egli appare come un naturale continuatore delle teorie freudiane, ma anche come un lineare, audace ed innovativo pensatore che trova connessioni produttive tra psicoanalisi e filosofia. Ricevette meritati riconoscimenti ufficiali. Ricoprì l'unica cattedra in Germania dedicata esclusivamente alla psicoanalisi, fu presidente della associazione tedesca di psicoanalisi e poi ne fu socio onorario, fu vice presidente dell'IPA. Si occupò di vari argomenti e pubblicò moltissimo, tra cui: Princìpi della teoria psicoanalitica (metapsicologia) , Pulsioni ed oggetti. Osservazioni sulle origini del mondo oggettuale emotivo ; Osservazioni psicoanalitiche sulla crisi della mezza età ; Annotazioni sul tema: scopi, compiti e metodi della psicoanalisi ; Ricostruzioni, costruzioni, interpretazioni: dal “Sé-Io” all'“Io-Sé” ; Su alcune connessioni tra psicoanalisi e filosofia ; L'arte dell'interpretazione . E questo “Come intendiamo il sentire, il pensare ed il capire?”, un profondo articolo col quale si apre il volume 32 dello Jahrbuch. Anche qui Loch, come è frequente nei suoi scritti, con l'acutezza legata ad una particolare intelligenza e la sicurezza derivante da vaste conoscenze, spazia con scioltezza da Kant a Hegel a Wittgenstein, da Freud a Bion, da Modell a Tustin a Jacobs, tanto per ricordare alcuni degli Autori citati. Il sentire, il pensare, il capire sono tre fenomeni che rientrano nel concetto delle percezioni esterne ed interne; Loch tenta di dimostrare la tesi che questi tre fenomeni devono essere visti nell'ambito di u