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I casi della vita si intrecciano nel modo più inaspettato. In questo volume viene pubblicata un'autobiografia di Gumbel, che suona anche come un necrologio, essendo la sua morte sopraggiunta quando il volume era in corso di stampa. Nel contempo compare il necrologio in memoria di Scheunert. Due psicoanalisti entrambi morti in tarda età nel 1994. In comune hanno le loro origini tedesche, ma Gumbel era ebreo, Scheunert “ariano”. Il primo dovette emigrare dalla sua terra, il secondo rimase in patria. Vite vissute intensamente, travagliate. Entrambi dediti alla psicoanalisi sin da giovanissimi, furono testimoni di vicende fondamentali, anche se diverse, e furono depositari della storia della psicoanalisi, l'uno in Germania, l'altro in Israele quando ancora si chiamava Palestina.
Ancora per la storia della psicoanalisi, Falzeder fa una accurata ricerca su una paziente seguita da Freud per circa sette anni, a parte qualche intervallo in cui a lui subentrarono Pfister e Binswanger. La paziente fu partecipe dello sviluppo di diversi concetti essenziali freudiani e fu ispiratrice di una nuova parte di teoria e cioè dell'introduzione della fase sadico-anale.
Tra i contributi teorici, appare postumo un articolo di Loch, che ne corresse personalmente la bozza, cosciente che questo sarebbe stato l'ultimo lavoro della sua vita. Noi incontriamo i fenomeni e li classifichiamo secondo punti di vista pragmatici; insorgono le polarità corpo-spirito, materiale-astratto, realtà psichica interna-realtà esterna concreta.