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I lavori che la rivista propone confrontano e approfondiscono le varie teorie relazionali, dalla psicologia del Sé alla psicoanalisi interpersonale, dal modello conflittuale-relazionale alla relazione d'oggetto britannica del Middle Group, dall'infant research alle teorizzazioni postmoderniste. Il primo numero di questa annata si apre con un lavoro di Blechner (“The Patient's Dreams and the Countertransference”) in cui l'Autore sviluppa il concetto che i sogni riferiti in seduta riflettono non solo il transfert del paziente, ma anche il controtransfert, le controresistenze e le angosce dello psicoanalista; sarebbero, dunque, la via maestra all'inconscio dell'analista, soprattutto alle sue macchie cieche. Sottostante a questa ipotesi sta il postulato teorico che i sogni possono essere anche comunicazioni interpersonali e non solo espressione di processi intrapsichici. Ovviamente, le implicazioni transferali sono le più chiare e immediate, mentre quelle controtransferali verranno comprese solo dopo che l'enactment da loro determinato sarà stato a lungo elaborato. La continua attenzione ai processi reciproci dell'interpretazione del sogno permetterebbe il superamento del blocco transfert-controtransfert.
Segue uno scritto di Schwartz (“What does the Physicist know? Thraldom and Insecurity in the Relationship of Psychoanalysis to Physics”) in cui l'autore, con tre vignette riguardanti la fisica, la biologia molecolare e la psicoanalisi, vuol dimostrare che anche la fisica, come tutte le altre scienze naturali, è socialmente costruita e che, dunque, la soggettività non è un problema per la psicoanalisi ma, anzi, ne definisce l'oggetto di studio.
Buechler (“Hope as Inspiration in Psychoanalysis”) esplora il ruolo della speranza come forza motivante in psicoanalisi. L'Autrice ne illustra l'aspetto cognitivo, ossia i cambiamenti che si aspettano l'analista e il paziente, ma soprattutto si concentra sulla funzione emotiva, indagando in che modo la speranza ispiri la coppia ana