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La prospettiva intersoggettiva, teoria del campo o del sistema relazionale nel quale avviene l'esperienza intrapsichica, sottolinea come tutti i fenomeni psichici siano il risultato di differenti mondi di esperienza soggettiva. Appartiene, rilevano gli Autori, al nuovo paradigma, che si differenzia dal tradizionale paradigma psicoanalitico delle pulsioni e dalle reificazioni meccanicistiche della metapsicologia, e che è stato definita modello relazionale da Mitchell, prospettiva dei sistemi diadici dai ricercatori infantili, psicologia bipersonale da Modell, psicologia del Sé da Kohut. A questo ultimo modello gli Autori sono particolarmente vicini nonostante alcune differenze. Nuovi riferimenti scientifici sono i concetti che derivano dalla rivoluzione scientifica della fisica dei quanti, dalla tradizione ermeneutica, dalla fenomenologia esistenziale, dallo strutturalismo e, in campo psicologico, dalle formulazioni di Schafer e G.S. Klein. Propongono quindi la psicoanalisi come “pura psicologia”, scienza dell'esperienza umana e dell'interpretazione dei significati, che sottolinea l'arbitrarietà della pur necessaria linea di divisione tra soggetto che osserva e oggetto di osservazione, sempre in reciproca interazione.
Tale paradigma ha implicazioni per tre aree della psicoanalisi: