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Un libro agile, nervoso, orgoglioso, scritto apparentemente di getto — ed in realtà frutto di un lungo ripensamento — di fronte alle tendenze che, agli occhi dell'Autrice, sembrano gettare lunghe ombre sulla nostra cultura, su come essa può tollerare o può cercare di eliminare il soggetto.
Diviso in sei capitoli (i primi quattro dedicati alle origini e allo sviluppo della psicoanalisi e delle terapie da essa derivate, nonché ai deviazionisti, gli ultimi due a L'attacco degli psicobiologisti e a Internet. Un incontro di fine secolo) il libro della Magherini ha la felice capacità di farci vedere — a volte con improvvisi mutamenti di prospettiva — i rischi ed i pericoli della situazione attuale, le manipolazioni scomposte e spesso incolte che possono essere attuate tramite le conquiste tecniche e scientifiche, ma anche le possibilità di ricchezza, di interazione, di sviluppo che queste ultime possono contenere laddove non si assolutizzino. Tra un individuo virtuale, espresso solo da un circuito Internet, ed un individuo materiale, appiattito sulla corporeità, la psicoanalisi si colloca con l'apprensione che l'Io può provare di fronte all'Es, ma anche con la certezza di poterne ricavare un guadagno per l'individuo del 2000.