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Si segnala qui questo libro per vari motivi: esso è infatti esemplare di una tendenza che in psichiatria sembra avere sempre maggiore fortuna e che è basata sull'utilizzo di categorie psicoanalitiche e fenomenologiche, ma è anche un “libro di appunti”, derivato da un'esperienza didattica (l'insegnamento della psichiatria agli studenti di psicologia) ed infine, nonostante molte cautele metodologiche, sulla teoria tramite un tipo particolare di ottica (quella fenomenologica).
Naturalmente può applicarsi — e gli Autori ne sono consapevoli — anche a questo libro l'avvertenza che uno di essi pone in presentazione: “Propongo un maggiore rispetto per le intuizioni pure e invito se mai a diffidare del passo successivo alle intuizioni. Passo successivo che sembra in molti casi molto seducente ma pericoloso, e che è quello di formulare al più presto una teoria generale. Primo decisivo passo verso le teorie tautologiche” (pag. 1). In realtà, la preoccupazione maggiore degli Autori sembra essere proprio quella che la teoria (e qualsiasi teoria) non sopraffaccia la pratica, ossia la clinica. Preoccupazione