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Un breve racconto al quale seguì una versione teatrale: si guardi la data. Quell'anno alla scrittrice fu conferito il premio Kleist, ma l'ostilità dei dirigenti culturali nazisti ne impedì la messa in scena a Darmstadt. E del resto, nel 1936, quando l'opera fu rappresentata a Zurigo — Else Lasker—Schüler si era dovuta rifugiare lì nel 1933 — essa fu tolta dal cartellone dopo la seconda rappresentazione, a seguito di violente polemiche e di attacchi dei critici.
Ma a noi qui interessa questo piccolo capolavoro perché esso affronta il tema della conciliazione — tra ebrei e cristiani, tra storia e presente — e insieme del conflitto distruttivo. Il tutto visto attraverso gli occhi di un figlio che riguarda la storia del padre, delle generazioni che si susseguono, dei problemi che vengono affrontati e trasmessi. Tema quant'altri pochi attuale anche nelle declinazioni inconsce che emergono nelle nostre analisi. Eppure la data qui è centrale: perché poi venne il buio. In un certo senso noi potremmo chiederci se molte delle nostre analisi non siano un percorso a ritroso, che deve giungere a riattraversare quel buio per poter