You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
He does not lose anything for with the loss of himself he loses the knowledge of loss.
Questo lavoro sull'autodistruttività prende in esame alcuni stati mentali di pazienti gravi, che sembrano aver smarrito le comuni difese che proteggono dal dolore, dalla sofferenza e dalla morte.
Nella pratica clinica, trattando soggetti depressi, narcisistici o borderline, siamo abituati a osservare l'eccesso di angosce di morte, che si esprimono tramite terrori ipocondriaci o di persecuzione.
L'angoscia di morte non è sempre un sintomo psicopatologico.
In condizioni normali, infatti, attraverso la produzione dell'angoscia, l'Io avverte il pericolo e si difende contro il danno che lo minaccia. Inoltre, quando non è eccessiva, l'angoscia di morte testimonia il mantenimento nel mondo interno di un segnale di allarme che, attraverso la sua proiezione comunicativa, diventa una richiesta di aiuto.
Al contrario, quanto più sono gravi gli stati di patologia, tanto più manca l'angoscia davanti alla prospettiva della propria morte fisica o