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“Se si attribuisce a P. Heimann il merito di aver esplicitamente fondato il significato positivo del controtransfert, una tappa successiva può essere considerata l'introduzione del concetto di interazione nella discussione psicoanalitica della teoria”.
Fino agli anni ‘60 — ‘70 il termine di interazione — termine peraltro mai usato da Freud — ha avuto un'accezione negativa: ‘interagire significava all'incirca ‘non interpretare, ovvero abbandonare i parametri specifici del setting analitico, scivolando verso modalità di trattamento diverse, come ad esempio la teoria interpersonale di Sullivan (Levenson 1992).
Nei decenni successivi, con la diffusione della teoria delle relazioni oggettuali, si è assistito ad un cambiamento dei modelli operativi sia del transfert che del controtransfert (Kernberg 1993, Thoma & Kaechele 1985), non più concepiti come produzioni psichiche del paziente e dell'analista, ma come proprietà del campo relazionale in cui essi si incontrano (Abend 1993, Bezoari & Ferro 1991, Cooper 1987, Fosshage 1994, Gabbard 1995, Nissim Momigliano 1984, Turillazzi Manfredi 1989).