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Consiglio vivamente la lettura di questa raccolta di saggi, in parte inediti e in parte già pubblicati, a coloro che sono interessati agli sviluppi verificatisi in psicoanalisi per l'influsso del pensiero post-strutturalista. Elliott e Frosh si sforzano di creare un dialogo tra i vari approcci psicoanalitici allo studio della soggettività, dell'azione sociale e della società moderna, per aprire nuovi percorsi tra teoria psicoanalitica e cultura contemporanea. I punti principali individuati dai due Autori, relativamente al dibattito in corso nella psicoanalisi contemporanea, sono lo stato dell'inconscio (soprattutto per quanto concerne la natura della soggettività umana), la relazione tra fase pre-edipica e fase edipica nella costituzione dell'identità, la struttura della differenza sessuale e di genere.
La prima parte del libro, riguardante la soggettività e l'intersoggettività, comprende un articolo di Castoriadis (“Logic, Imagination, Reflections”), in cui l'Autore afferma che l'apparato psichico è il sito ontologico delle creazioni fantasmatiche e fantastiche e rifiuta il concetto di rappresentazione come traccia del reale (mancanza, assenza, trauma, ecc.) a favore di una protorappresentazione, la “scena fantasmatica”, che si realizzerebbe come desiderio di natura sessuale. Segue lo scritto di Elliott (“The Affirmation of Primary Repression Rethought”) sulla relazione tra rappresentazione inconscia e intersoggettività, in cui si postula che la rimozione primaria non sia solo un passo preparatorio alla negoziazione del complesso edipico, ma sia essenziale per lo stabilirsi di una forma elementare di soggettività. Dews (“The Crisis of Oedipal Identity: the Early Lacan and the Frankfurt School”), invece, si riferisce alla soggettività e all'intersoggettività secondo la teoria lacaniana. Questo stesso tema viene ripreso da Macey (“On the Subject of Lacan”).
La seconda parte affronta il tema delle dinamiche della differenza. Chodorow (“Individuality and Difference in ho