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Per diventare psicoanalisti o psicoterapeuti, esordiscono gli Autori, la seduta di supervisione è seconda per importanza solo alla seduta clinica con il paziente e, dato che la supervisione è così centrale per la crescita personale e professionale di ogni psicoterapeuta, è di estrema importanza comprendere ciò che tale processo coinvolge.
Malgrado questa realtà, esistono pochi corsi o lavori che offrono alle istituzioni che svolgono funzioni di insegnamento elementi chiari e sistematici su come il supervisore può e deve svolgere il suo compito e sul modo migliore per procedere.
Gli Autori del volume, che inizia con una breve storia della supervisione e delle idee conflittuali dei vari esperti sull'argomento, forniscono uno schema teorico e tecnico il cui interesse maggiore sta nel fatto che considerano essenzialmente non il contenuto di quanto deve essere insegnato, ma il processo “educativo” e quindi le caratteristiche dell'apprendimento e i vari possibili approcci alla supervisione. Ad esempio approfondiscono il discorso sulle modalità con le quali il supervisore può favorire nel candidato lo sviluppo degli stili cognitivi, da loro definiti come modalità stabili per percepire ed elaborare le informazioni, e che considerano essenziali per la professione: il pensiero induttivo, l'associativo, il creativo e il pensiero autoriflessivo, capace di osservare la propria attività.