You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Desidero innanzitutto soffermarmi sul titolo di questo libro, quello che compare nel quadro bianco della copertina: indubbiamente ha un potere di attrazione notevole se lo si pensa esposto nelle vetrine delle librerie, accanto a quelle fascinose contenenti i giocattoli per l'infanzia sulle quali genitori, zii, nonni, porranno gli occhi incuriositi prima di decidere quale acquisto fare per far giocare i loro figli, nipoti, ecc. Forse può far pensare ad una guida pedagogica, ad una raccolta di teorie psicologiche sulle varie fasi di sviluppo in rapporto all'attività ludica, ad una serie di statistiche di preferenze ludiche od altro. Il sottotitolo all'interno chiarisce che si tratta di una raccolta di scritti di illustri personaggi, alcuni dei quali figurano nelle più conosciute storie della psicoanalisi.
Il titolo è altamente suggestivo e rivelatore di un assetto mentale della curatrice, che ha frequentato l'ambiente del Centro Studi Marta Harris e che ci invita a collocarci davanti al “bambino che gioca” in quella posizione di “osservatore partecipe”, che, a partire da Freud quando descrisse il gioco del rocchetto, ci ha fornito un metodo ed un quadro di riferimento atto, attraverso le modulazioni di esperienze emotive dell'osservatore, a guardare verso l'esterno e nello stesso tempo verso l'interno del mondo infantile e delle sue relazioni.
Non poteva mancare quindi nell'antologia proposta da Manuela Trinci una parte relativa alla descrizione del gioco del piccolo Ernst ed alle intuizioni e riflessioni, che portarono Freud a rielaborare la teoria delle pulsioni basandosi sulla scoperta dell'esistenza della “coazione a ripetere”.
È in Al di là del principio del piacere, del 1920, che Freud citerà, definendolo “il primo saggio psicoanalitico sul gioco”, il lavoro dello psicoanalista ungherese Sigmund Pfeifer dal titolo “Manifestazioni delle pulsioni erotiche infantili nel gioco” (la data di pubblicazione risulta diversa secondo le fonti: 1917 nel n. 5 della rivista Imag