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Il primo numero del 1994 è dedicato alla “Creatività”. I lavori che compongono questo numero hanno un comune denominatore, ed allo stesso tempo una loro diversità. Si riferiscono alla creatività, ma mostrano anche, in vivo, il pensiero via via che si crea. Da qui deriva che, a volte, non costituiscono qualcosa di concluso, con definizioni precise e chiare, ma al contrario aperture di discorso, che non necessariamente arrivano ad una conclusione. In generale (in forma a volte esplicita ed altre volte implicita), riscattano il valore del gerundio (come espressione di qualcosa che trascorre senza essere ancora arrivato), dell'incertezza, del sognare ad occhi aperti, del poetico, del “non supporre che il discorso esaurisca il mistero ontologico”. Millonschik ci presenta il volume che si apre con un articolo di Bion Talamo: “Le strutture mentali nascoste”. Dopo altri contributi tutti interessanti, il fascicolo si conclude con un articolo su: “La ripetizione del mito: creazione di fronte al dramma della fine” di Torregiani de Farberman.
Il secondo numero è dedicato alla “Sessualità”. Diverse tematiche attuali impegnano gli Autori di questo numero: l'abuso sessuale infantile viene affrontato da Goldberg e Kuitca dal punto di vista dell'incesto in una prospettiva psicoanalitica e antropologica, che riguarda anche la psicopatologia della violenza familiare. Chemes dà un contributo da un vertice biologico, tra altre cose focalizzando l'orientamento psicosessuale nel presentare recenti contributi polemici sulla genetica dell'omosessualità. La ricerca di Inda verte sul concetto di genere, partendo da tre condizioni per la descrizione del profilo psicosessuale: sesso anatomico, di genere e tipo di sessualità in rapporto all'oggetto. Kacelnik, biologo e ricercatore all'Università di Oxford, approfondisce le specifiche condizioni culturali che rendono possibili le manifestazioni sessuali nella storia biologica del soggetto, indipendentemente dalla sua intenzione. Tra gli altri, anc