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L'anno 1995 è caratterizzato da una grande varietà di temi. Si distinguono tra tutti alcuni articoli molto clinici che riguardano situazioni specifiche di tecnica analitica.
L'interesse prevalente si rivolge al problema del rapporto tra emotività e pensiero. Numerosi Autori si soffermano su momenti e aspetti particolari del processo analitico per indicare le modificazioni della tecnica utili per realizzare la condizione di consapevolezza e autoriflessione ritenuta necessaria per il buon andamento della terapia. In quest'ottica, l'interesse è anche rivolto ai rapporti tra processi cognitivi e processi inconsci, al valore dell'impegno emotivo dell'analista nel lavoro analitico e all'uso dell'interazione come strumento per rendere possibile il cambiamento e il superamento delle ansie e delle resistenze che nel paziente si oppongono alla costituzione di una capacità mentale e concettuale più consapevole ed evoluta rispetto alla sua condizione psicopatologica. Ogni articolo è arricchito da un'ottima documentazione clinica.
Renik e Raphling (pagg. 83-112) affrontano in due articoli il problema dell'influenza delle aspettative dell'analista sul lavoro analitico. Renik afferma ad esempio che essendo praticamente impossibile mantenere la totale neutralità psicoanalitica, è più utile essere espliciti ed esporsi alla considerazione del paziente, così come può essere giusto chiedere un'attiva collaborazione al paziente per superare le resistenze e gli evitamenti inconsapevoli. L'analisi della resistenza è perciò vista come un fatto interrelazionale. Raphling afferma che molte volte l'effetto dell'interpretazione deriva sia dal legame transferale sia da un effetto che si potrebbe definire suggestivo,