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Condivido l'opinione - peraltro sempre più diffusa - secondo cui gli psicoanalisti avranno molto da guadagnare se sapranno aprirsi al confronto e al dibattito interdisciplinare con esperti di scienze adiacenti e consorelle.
Ma questa volta consentitemi il percorso opposto: nella congerie di pubblicazioni più o meno necessarie comparse sul tema nel 1995 (anno mondiale della “Tolleranza”), questo piccolo e serissimo volume, denso di riflessioni e avaro di auspici generici, mi fa pensare a quale e quanto vantaggio trarrebbero i non psicoanalisti dalla lettura di saggi nati da una conoscenza così profonda e verificata, non solo teorica, e per nulla assiomatica, dell'essere umano e delle sue relazioni interne ed esterne.