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Durante il lavoro mi sono artificialmente schermato perconcentrare tutta la luce su un punto oscuro […]
I miei occhi, adattati all'oscurità, non sopportano probabilmente una luce intensa e un vasto orizzonte.
S. Freud a L.A. Salomé, 25.5.1916
Di tanto in tanto, dopo lunghi sforzi, la chiarezza tanto desiderata ci fa segno, e noi crediamo i più significativi risultati tanto vicini a noi da non aver che tendere la mano. Tutte le aporie sembrano risolversi […]. Tiriamo le somme […] ed ecco che improvvisamente scopriamo un punto oscuro che non cessa di crescere […]. Il lavoro ed il combattimento riprendono al punto di partenza.
E. Husserl, 1893-1917
Vi è una dimensione “originaria” della concettualizzazione freudiana che con insistenza ribadisce la distanza del soggetto da un pacificante ritrovamento di sé e del proprio mondo. Essa esprime l'esigenza di un oggetto, l'inconscio, che orienta la struttura profonda della teoria al di là delle successive forme in cui si traduce (cfr. Contardi, 1995 e Di Chiara, 1996).