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Mircea Eliade annota nel suo diario: “È stato nell'autunno del 1924 che ho letto I Misteri di Raffaele Pettazzoni. Questo libro, più di qualsiasi altro, è stato decisivo per la mia vocazione di storico delle religioni” (1).
Studente, da poco iscritto all'università di Bucarest, Eliade scrive all“'Illustre Professore” Pettazzoni, il quale aveva creato nel 1923 la prima cattedra laica di storia delle religioni presso l'università di Roma. Durante un terzo di secolo, dal 1926 al 1959, anno della morte di Pettazzoni, i due uomini si scambieranno una corrispondenza, quasi interamente scritta in francese, nella quale le considerazioni erudite si mischiano a dibattiti teorici spesso appassionati. Per Mircea Eliade , la “scienza delle religioni” è “appassionante ma inafferrabile”(166)(2). La sua passione per i giardini arcaici dà le mosse ad una teoria che identifica umanità e religiosità: l'essere umano è un homo religiosus. Se da questa passione deriva per lui una scienza