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“La scoperta freudiana può riassumersi nel cambiamento di statuto della sessualità”, afferma P. Denis (pag. 1) introducendo questo volume che raccoglie interventi di studiosi di più discipline (peraltro tutti con un'esperienza psicoanalitica personale), interrogati sul tema “Psicoanalisi e sessualità”. Anzi per Denis, nella società attuale, la psicoanalisi “rappresenta” questo legame indissolubile fra psichismo e sessualità che continua a scandalizzare: “[…] la sessualità isolata è facilmente ammessa, ma che sia il tessuto stesso della nostra vita psichica è una ferita permanente” (pag. 5). Del resto sono sempre nuove le forme, come ricorda l'Autore, assunte dalla tentazione di isolare psichismo e sessualità, cultura e sessualità, cioè di scalzare la sessualità umana dal ruolo di fondamentale organizzatore psichico, non meramente biologico, che nella psicoanalisi le è attribuito dalla teoria delle pulsioni. L'ipotesi, così come proposta da J. Cournut in “Psychanalyse et sexualité”, è che spesso le scienze umane abbiano trascurato questo ruolo costitutivo della sessualità: schivandolo, rifiutandolo, smentendolo o integrandolo parzialmente. Del resto la stessa psicoanalisi ha finito, talvolta, col ritornare alla rimozione esistente prima di Freud, continuando a fare scandalo le tre incarnazioni di questa centralità della sessualità: l'inconscio, la sessualità infantile, la teoria delle pulsioni.
M. Godelier, antropologo, in “Sexualité et société” ricorda che i rapporti sociali non sono soltanto fra gli individui, ma anche negli individui e possono prodursi solo a partire da loro, benché li precedano e li oltrepassino. Nel corpo dell'individuo si inscrive la duplice metamorfosi, del sociale nella parentela e della parentela nel sessuale, attraverso cui si costituisce l'intimità “impersonale” in cui nascerà il soggetto sociale: è il corpo il luogo di sutura dell'inconscio (non necessariamente un “soggetto”) con il soggetto sociale. Per l'Autore, oltre a non esservi dunqu