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Il primo numero del 1995, intitolato “Identità di genere maschile e femminile”, si occupa delle complesse dinamiche implicate nella costituzione dell'identità di genere. Quasi tutti gli Autori fanno riferimento in modo più o meno esplicito alla teoria di Stoller, ritenuta il fondamento della teoria dell'identità di genere.
S. Coates e S. Wolfe (“Gender Identity Disorder in Boys: The Interface of Constitution and Early Experience”) fanno la storia dell'identità di genere e descrivono le complesse interrelazioni esistenti nell'evoluzione psichica tra ambiente e costituzione. Sono particolarmente descritti i rapporti tra madre e figlio, con speciale attenzione a momenti dello sviluppo e caratteristiche del rapporto che possono facilitare l'insorgenza e il mantenimento della sindrome catalogata dal DSM come GID (Disturbi dell'Identità di Genere).
Mentre M. Shane e E. Shane (“Clinical Perspectives on Gender Role Identity Disorder”), attraverso l'esame di due esperienze analitiche, propongono alcuni quesiti relativi alla stabilità ed alla costituzione del nucleo dell'identità, J.L. Robinson e Z. Biringen (“Gender and Emerging Autonomy in Development”) ritengono che, sia nei maschi che nelle femmine, partendo da differenze di orientamento comportamentale ed evolutivo evidenti fin dalla nascita, il processo di conferma del proprio genere o di scelta omosessuale si sviluppa nell'interrelazione con la madre, mediante le sue conferme e le sue negazioni. Il momento dello sviluppo dell'indipendenza appare come un passaggio molto importante e delicato per un eventuale istituirsi del Disturbo dell'Identità di Genere.
C.A. Colarusso (“Traversing Young Adulthood: The Male Journey from 20 to 40”) si sofferma sui passaggi che l'uomo deve affrontare, oltre l'adolescenza, per maturare la capacità di una relazione intima, la capacità di diventare padre e di avere un rapporto con i genitori che permetta loro un invecchiamento sereno. P. Turrini e D. Mendel, invece, in “Maternal Lines of Deve