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Se in psicoanalisi “vi è stato fin da principio un indissolubile legame tra terapia e ricerca” (Freud 1926), è pur vero che l'esigenza di differenziare le ricerche cliniche da quelle empiricamente fondate trovava spazio sistematico già nel 1922, all'interno dell'Istituto di Berlino. Dopo quegli studi pionieristici sugli effettivi risultati terapeutici dei trattamenti psicoanalitici, generazioni di ricercatori si sono succedute, integrando le domande sugli esiti con quelle su come raggiungerli (cioè chiedendosi quali elementi del processo siano primariamente implicati nella riuscita di una analisi) e provando a fornire risposte fondate su dati empirici.
Un riscontro sorprendente e provocatorio che ci viene dall'ultimo ventennio di ricerche empiriche in campo psicoterapico è quello che differenti tipi di trattamento condurrebbero a risultati terapeutici assimilabili (Horvath e Luborsky 1993). Pur con tutte le riserve che si possono aver rispetto a tale riscontro (sia sulle metodiche che sui contenuti, omologanti in superficie substrati differenti) esso è comunque sostenuto da troppi lavori empiricamente