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In uno dei suoi ultimi scritti (“D. Winnicott parla di D. Winnicott”, 1967, pubblicato in Italia in Esplorazioni Psicoanalitiche, Milano, Cortina, 1995), Winnicott, nell'affrontare il tema del rapporto tra la sua teoria e altre riguardanti lo sviluppo precoce, afferma: “A mano a mano che il tempo passa, mi rendo sempre più conto di tutte le cose che ho perso per non avere messo in relazione come si deve il mio lavoro con il lavoro degli altri. Non è solo seccante per gli altri, è anche una maleducazione: e il risultato è stato che ciò che ho detto è rimasto isolato e chi vuole arrivarci deve fare un sacco di lavoro. Ma ho un carattere fatto così e questo è un grosso difetto” (Milano, Cortina, , 605).
Il Congresso su Winnicott — promosso da Mario Bertolini, Andreas Giannakoulas e Max Hernandez e tenutosi a Milano lo scorso aprile — ha svolto almeno in parte questo lavoro, mettendo in relazione il suo pensiero con quello di altri autori e con una vasta pratica clinica. Ora arrivare a Winnicott sarà più agevole.
Mario Bertolini (organizzatore del Congresso a nome della II Cattedra di Neuropsichiatria Infantile dell'Università di Milano,