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La questione dell'esistenza del trauma e dell'importanza nella patogenesi dello sviluppo del carattere ha certamente coinciso con la nascita stessa della psicoanalisi e, pur con alterne fortune, è sempre stata al centro del dibattito. Freud per primo vi si è cimentato ripetutamente nel corso della sua vita.
Accenno di sfuggita alla complessa evoluzione del suo pensiero e di quello di Ferenczi, che gli ha fatto da contrappunto, perché trattati estesamente in recenti lavori apparsi sulla nostra Rivista (Kluzer, 1996; Bonfiglio, 1996).
Mentre in Freud è costante la preoccupazione di salvaguardare sia gli aspetti legati al soggetto che quelli derivanti dall'ambiente, in Ferenczi, da un certo punto in poi, la componente ambientale è decisamente privilegiata. Nell'insieme, però, i loro scritti ci forniscono varie angolature del problema che verranno riprese da tutti gli autori successivi.
Per gli scopi di questo scritto prendo le mosse da Masud Khan (1963; 1964) e dal suo lavoro sul “Trauma cumulativo” che ha ottenuto immediati riconoscimenti per il suo sforzo di raccordare le teorie di Freud con quelle nel frattempo elaborate dalla psicologia dell'Io e dai teorici delle relazioni oggettuali.
La sua ricerca è un crocevia che raccoglie ed unifica i contributi