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L'intera opera di Freud si presenta, ad un ascolto attento, nella forma musicale della fuga, basandosi cioè su un tema (il processo psichico inconscio) eseguito da varie voci ed in varie tonalità, a volte a velocità diverse, o all'inverso o a ritroso.
Le voci entrano, si inseguono, ritornano, per costituire un rigoroso canone entro il quale ogni copia del tema è sottoposta a trasformazioni melodiche isomorfiche che mantengono ed ampliano l'informazione del soggetto originale.
Per tali voci, la costruzione metapsicologica introduce il concetto di punti di vista (Gesichtspunkte), di vertici di ascolto.
La nozione di pulsione (Trieb) — “concetto limite (Grenzbegriff) tra lo psichico e il somatico” (Freud, 1915a, 17); cioè, suggerisce André Green (1997a, 48) concetto al limite del concettualizzabile — assicura la gamma di note in grado di armonizzare contemporaneamente in diverse direzioni e di inserirsi nella melodia: in breve, permette al tema di fungere da base per uno straordinario canone.
Il vocabolario freudiano aiuta a seguire le linee melodiche simultanee, che si muovono con notevole indipendenza, ma formano allo stesso tempo singolari collegamenti armonici.
Al lessico di una energetica psicoanalitica che comprende termini quali forza, spinta, energia, investimento, scarica, conflitto e composizione di forze, si affiancano, per considerare gli stessi fenomeni psichici, gli elementi di uno spettro del simbolico: