You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
La ricchezza clinica, ed anche teorica, segnalata da V. Bonaminio nella recensione del fascicolo del 1994 dedicato all'autismo riceve conferma dalle successive pubblicazioni di questa rivista. Il primo numero di questa annata contiene articoli di terapeuti particolarmente interessati a pazienti molto disturbati e al campo delle esperienze precoci. A. Piontelli, nel suo lavoro “Kin Recognition and Early Precursors of Attachment as seen in the Analysis of Young Psychotic Adopted Boy”, situa all'interno del processo di “kin recognition” — cioè della capacità di identificare e di rispondere in modo differenziato ai propri parenti biologici — la strenua lotta di Antonino, un bambino psicotico di quattro anni, per riattuare l'esperienza sensoria di attaccamento alla madre biologica, l'oggetto primario perduto e abbandonico.
Ancora nell'area delle continuità e dei cambiamenti tra la vita pre- e post-natale si situa il lavoro di S. Maiello (“The Sound-object: a Hypothesis about Prenatal Auditory Experience and Memory”), che considera i possibili effetti della voce della madre nel bambino non ancora nato, in quanto proto-esperienza di assenza e di presenza, di separatezza e di differenziazione, che avvia lo sviluppo dell'Io primitivo e pone le basi di successivi pattern difensivi come lo splitting della posizione schizoparanoide. Interessanti le esemplificazioni cliniche attraverso due sogni di una paziente adulta e l'uso del canto-grido nella terapia di una bambina di dieci anni.
D. Houzel lavora sul concetto di “precipitation anxiety”, l'angoscia — precedente la dinamica conflittuale — che caratterizza lo sviluppo delle relazioni oggettuali per la cesura che istituiscono, sperimentata come un precipizio che abbisogna di essere adeguatamente regolato da incontri e comunicazioni fra il Sé e l'Oggetto.
La scelta di una terapia psicoanalitica come trattamento elettivo di un adolescente con breakdown a fronte di un approccio farmacologico, che non permetterebbe l'esplorazione del