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Ideato e realizzato dal Centro Torinese di Psicoanalisi per celebrare il centenario della nascita di Bion (8 settembre 1897), il convegno è stato ben più che un incontro commemorativo, riuscendo a far circolare nelle sale dei lavori quello “spirito di avventura e libertà di pensiero” che Parthenope Bion Talamo e i colleghi del Comitato Organizzatore si erano proposti come il clima più adatto a raccogliere e far fruttare l'eredità bioniana
Ad aprire il convegno, in seduta plenaria, è stata una lettura magistrale di André Green. Nessuno meglio di lui avrebbe forse potuto testimoniare, anche per i suoi rapporti personali con Bion, il posto cruciale del pensiero di Bion nello sviluppo della psicoanalisi moderna, in un ardito, fecondo equilibrio tra continuità e cesura, tradizione e rinnovamento
Da tempo grande estimatore di Bion, in cui riconosce l'unico autore che sia riuscito a integrare le idee fondamentali di Freud con gli apporti della Klein, Green ha qui ribadito come la prospettiva bioniana sui fenomeni protomentali e sugli scambi originari tra madre e neonato non sacrifichi la freudiana centralità dell'Edipo. Esemplare è stata la sua trattazione di un aspetto importante che rischia di essere scotomizzato da una lettura superficiale