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Avere trascorso quasi quarant' anni fianco a fianco con Roberto Tagliacozzo mi rende inadatto a dare di Lui un'immagine distaccata come l'occasione richiederebbe. In una parola rischio di vedere l'albero ma che la foresta mi sfugga. Tuttavia, se mi è consentito, vorrei cominciare con un paradosso: di Lui si può dire che fosse un po' troppo prevedibile, e quello che si poteva preve-dere era che lo si sarebbe trovato invariabilmente dalla parte giusta. Qualsiasi fosse l'angolo della sua vita nel quale si volesse frugare i1 risultato sarebbe sempre stato lo stesso.
Prendiamo ad esempio la sua vita familiare. In Lui non si è mai potuto riscontrare un'incertezza o una esitazione nella qual~ità dei legami che lo univano alla moglie ed alle figlie. Si poteva contare sulla sua stabilità ed affidabilità nonché sulla sua capacità di assumersi tutte le responsabilità che la complessità della vita familiare richiedevano. Benché non privo di umorismo tutto in Lui era connotato eticamente, anche lo svago. Ad esempio benché Egli acconsentisse ad assecondare i gusti della famiglia accopagnandola al mare, le sue simpatie andavano alla montagna, per l'appagamento del desiderio di spaziare su larghi orizzonti ed il piacere che gli dava la fatica dell'ascendere. La consapevolezza delle sue caratteristiche induceva quanti gli stavano vicino ad approfittarsi, anche se benevolmente, di Lui. Per esempio noi colleghi dello studio ci consentivamo di perdere regolarmente i programmi delle