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Nella premessa al romanzo storico sull'uomo Mosè, Freud scrive: “Come l'unione sessuale di cavallo e asino dà origine a due diversi ibridi, il mulo e il bardotto, così la fusione tra scriver storia e libera invenzione fa sorgere diversi prodotti, che, sotto la designazione comune di ‘romanzo storico’ vorranno essere valutati ora come storia ora come romanzi. […] La verità è spesso molto inverosimile e solo in misura esigua le prove effettive possono essere sostituite da deduzioni e congetture” (Freud, 1934-1938, 334-335).
Forte dell'accoppiamento, mi sono avventurata nella storia di Tutankhamen, il faraone dimenticato, per vedere se qualche reperto storico poteva illuminarmi su qualche “reperto nevrotico” in cui mi sono imbattuta.
Nel racconto di Philipp Vandenberg (1978) sono messe in luce, in modo particolarmente suggestivo ed affascinante, sia la scoperta archeologica che la personalità dello scopritore.
Tutankhamen e Carter sembrano vivere insieme la loro grande avventura.