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Nel 1901, in una nota al Frammento di un'analisi d'isteria (caso clinico di Dora), Freud si esprime, a proposito della sua passata collaborazione con Breuer, in una forma molto particolare: parla di separazione dei beni (Freud, 1901, 321).
Mi sembra che questa espressione, al di là dell'uso circostanziale che riguarda l'attribuzione a Breuer della concezione degli stati ipnoidi, possa per estensione descrivere efficacemente quel lungo e tormentato processo che portò infine Freud a contare orgogliosamente solo sui propri beni. La Traumdeutung è grande e irripetibile testimonianza di queste separazioni che, per necessità contingenti, Freud dovette in parte ancora camuffare. Con la pubblicazione del Caso Dora — originariamente intitolato Sogno e isteria e inteso come un'integrazione (Freud, 1901, 395) alla Traumdeutung — Freud, come lo possiamo leggere oggi, comunica non solo la sua definitiva rottura con Breuer ma anche, senza calcare la mano, la separazione da quelle ipotesi estreme sui traumi sessuali infantili intesi come incontrovertibili fattori eziologici di tutti i casi di isteria.
Ipotesi che, quasi dieci anni prima, avevano legittimamente gettato lo sgomento non solo all'interno della corporazione medica viennese, ma anche in molti colleghi che, come Krafft-Ebing e Breuer, pure continuarono a dargli fiducia. Del resto, fu lo stesso Freud a “ripudiare”, a distanza di appena pochi mesi, e per il