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Si tratta di una voluminosa antologia contenente una cinquantina di lavori sul sogno pubblicati nel corso degli ultimi cinquant'anni, con l'eccezione di un paio di articoli scritti ad hoc da Toni M. Alston e Roy C. Calogeras, curatori della raccolta assieme ad Heinrich Deserno, tre psicoanalisti che vivono e lavorano in Germania. Il libro è suddiviso in nove sezioni per specifici temi attinenti la vita onirica, e ad ogni sezione viene fatto precedere un conciso riassunto e un commento critico dei relativi lavori.
Passerò ora in rassegna le varie parti che compongono il libro, cercando al contempo di segnalare i contributi più interessanti.
La prima sezione ha come titolo “dreams and their Multiple Uses”, ed ha lo scopo, nelle intenzioni dei curatori, di mostrare l'ampio raggio a cui si può estendere l'investigazione dei sogni. Ma, a mio avviso, al lodevole (e scontato) proponimento non fa seguito un risultato adeguato, dal momento che la scelta dei sei articoli appare assai poco corrispondente all'obiettivo iniziale. Vorrei comunque ricordare i “classici” lavori di R. M. Loewenstein del 1949 (“A Postraumatic Dream”) e di D. Kaplan del 1962 (“The Emergence of Projection in a Series of Dreams”), e un curioso contributo di Kenneth A. Grigg (“All Roads Lead To Rome: the Role of the Nursemaid in Freud's Dreams”).
Nella seconda sezione (“Dreams and the Psychoanalytic Situation and Process”) troviamo il ben noto lavoro di Bertrand Lewin del 1955 (“Dream in the Psychoanalytic Situation”), nel quale l'Autore avanza l'idea che ciò che si sviluppa nel corso di una seduta sarebbe più simile a un sogno che ad una nevrosi. Secondo questa ipotesi l'analista nella terapia svolgerebbe alternativamente (e inconsciamente) il compito sia di risvegliare che di fare addormentare il proprio paziente. In questa sezione porrei anche in evidenza un articolo del 1970 di Ralph Greenson, “The Exceptional Position of the Dream in Psychoanalytic Practice”. In esso l'Autore, dopo avere polemizzato co