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Cogitations, pubblicato postumo nel 1992, riunisce gli appunti di Bion dal febbraio 1958 all'aprile 1979, ventennio dell'elaborazione e pubblicazione delle sue opere principali. Questi scritti ci offrono perciò l'opportunità di capire in che modo Bion dà forma ai suoi pensieri nell'elaborare i più importanti concetti teorici.
Alcune volte si tratta di brevi annotazioni, quasi “pro memoria”, altre volte lo scritto ha già la forma di una relazione, pronta per essere letta o pubblicata; generalmente Bion sembra rivolgersi ad un gruppo di colleghi. Si esprime in un linguaggio formale ed esplicativo, come se fosse sempre interlocutore in un dibattito, dove sviluppa un pensiero che va costruendosi, non tanto per affermare le sue ragioni o verità, quanto per incontrare interlocutori con punti di vista diversi dal suo.
Il problema del linguaggio è sempre stato un punto centrale nelle problematiche di Bion. Alla ricerca di un nuovo modo di esprimersi, pone in crisi il linguaggio stesso: quello fra i colleghi, e quello con il paziente nella difficile e sempre incerta valutazione di ciò che quest'ultimo sta sperimentando, specialmente nelle situazioni gravi. Infatti in “Trasformazioni” ricorda: “È più facile accettare che qualcuno non possa capire la musica o non possa capire la pittura, che accettare che una simile difficoltà esista al riguardo del linguaggio. Eppure pensi che sia così: il medium effettivo del linguaggio non è capito”. Non solo dunque è da notare la nostra incertezza rispetto a ciò che la persona sta sperimentando in analisi, ma occorre capire se il nostro modo di vedere è simile a quello del paziente. Per questo diventa importante la comunicazione scientifica fra i colleghi, la ricerca di una psicografia, la più possibile precisa ed astratta, come la Griglia, che possa “come in un compito a casa”, trovare un modo mediante il quale tutti afferrino non solo la configurazine clinica o teorica presentata, ma anche la possibilità di delucidarla, che spesso varia da