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Nella breve presentazione di questo volume nel numero 4 del 1997 della nostra Rivista, per ristrettezza di spazio, non avevo menzionato un articolo di Claudia Frank: — Freud's “Maschinensaaltraum vom Nichts-Zustande-Bringen”. Eine Facette der pathologischen Abwehorganisation —. L'Autrice non tratta unicamente del lavoro onirico. Tuttavia prende in considerazione alcuni sogni di Freud, della cui autoanalisi sottolinea la validità ed i limiti. In vista del congresso nazionale sul sogno, ritengo opportuno riferirne.
La Frank discute il concetto di “organizzazione patologica” e ne sottolinea la struttura difensiva complessa, che fornisce, al contempo, protezione da una disintegrazione paranoide e rifugio dal senso di colpa e dal senso di responsabilità della posizione depressiva. L'Autrice si propone di esaminare, con l'aiuto di un caso clinico, in quale modo certi pazienti raggiungano un primo insight di una determinata forma di difesa consistente nel non percepire la propria realtà psichica, il proprio mondo interno. Presenta la tesi che un senso emergente