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Il controtransfert non può essere considerato un'esperienza esistenziale, svincolata dal sistema teorico e dal modello clinico di riferimento. Ogni nuovo concetto, ovvero un uso estensivo di un concetto vecchio, da una parte deriva necessariamente da un determinato contesto teorico-clinico, dall'altra non può che essere usato operativamente in modo coerente al modello di riferimento. Può accadere, però, che l'uso clinico di un concetto nuovo a lungo andare metta in crisi la teoria di riferimento e apra nuovi orizzonti. Questa possibilità è auspicabile per lo sviluppo della psicoanalisi, a patto che non si manchi di riflettere sul rapporto tra il contesto teorico di riferimento e gli usi diversi dei concetti operativi.
In questi anni molti dei precedenti limiti di analizzabilità sono caduti e alcuni analisti si sono avventurati nella cura delle psicosi, dei casi-limite, dei casi psicosomatici, modificando la “cura-tipo” (Balint, Bowlby, Fairbairn, Guntrip, Khan, Kernberg, Kohut, Mahler, Racamier, Searles, Winnicott).
L'aspetto positivo dell'estensione della clinica psicoanalitica è consistito nel porre in maggior evidenza la relazione affettiva. Il ridimensionamento dell'importanza della rappresentazione dei conflitti intrapsichici,