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Uno dei modelli teorici freudiani che ha goduto del privilegio di non essere mai sottoposto dal suo autore a modifiche, restrizioni, rimaneggiamenti, revisioni e più o meno traumatici abbandoni, è quello di serie complementare. La sua longevità è testimone attendibile della sua buona salute e di un'indubbia resistenza a ogni sorta di intemperie teorica, mentre la sua presenza in alcuni punti strategici dell'opera freudiana ne attesta il rango teorico elevato (cfr. ad es. Freud, 1905; 1915-17; 1934-38). Il suo atto di nascita ufficiale (Freud, 1892) che precede il conio dei dispositivi teorici maggiori - pulsione, edipo, strutture psichiche e così via - mostra la precocità di un intuito che consentì all'ancora giovane Freud di liquidare in un colpo solo la sclerotica antinomia ottocentesca ereditario/acquisito, trasformando uno sterile pseudoproblema vuoto di soluzioni in un problema ben posto gravido di conseguenze. Perché è solo quando un problema è ben posto che la soluzione può essere in gestazione.
Lo scioglimento dell'antinomia è tanto semplice ed efficace da non poter apparire che geniale, se è vero che una delle prerogative