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Dobbiamo ancora resistere alle facili dicotomie e batterci per una teoria integrata, che non trascuri né gli aspetti fisiologici, anatomici e biochimici dell'uomo, né quelli sociali, culturali e filosofici. In un mondo in cui le psicologie dominanti appaiono così marcatamente riduzioniste e in cui lo sforzo riduzionistico e disumanizzante della scienza spinge sempre più gente a rifiutare l'intera impresa scientifica, una teoria psicologica veramente adeguata, umanistica e scientifica nel senso migliore dei termini, probabilmente potrebbe fornire un contributo così essenziale alla risoluzione di problemi di tale gravità da rappresentare un obiettivo sufficientemente degno da meritare un impegno particolare.
Il sognare è un'attività mentale alla quale corrispondono dimostrabili attività cerebrali di ordine neurofisiologico, in individuabili circuiti nervosi e relative strutture anatomiche, che generano epifanie prevalentemente mediante immagini visive.
Il cervello è un sistema autopoietico aperto energeticamente all'esterno, ma chiuso operazionalmente (informazionalmente e cognitivamente) al fine di mantenere l'omeostasi interna e l'identità del sistema stesso. La maggior parte dei tessuti cerebrali infatti riceve e invia segnali, cioè dialoga, pre ssoché unicamente con le