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La stanza del pensiero fanciullo (o vergine), come traduce N. Fusini, è l'espressione usata in una lettera da Keats per la finezza di visione del poeta, fatta insieme di oscurità, apertura e mistero. La visione di Keats è in effetti assunta quale matrice centrale del modello psicoanalitico della mente post-kleiniano (e perché non di sviluppo kleiniano?) - come scrive Meltzer nella prefazione - di valle di lacrime (15 aprile 1819) da chiamare “valle che fa l'Anima”, il Mondo dove s'incontrano la Mente e il Cuore in una scuola per l'identità individuale. Modello psicoanalitico di scienza non tanto come spiegazione, quanto descrizione dei fenomeni, con un atteggiamento di chi vuole piuttosto imparare che insegnare. Ed è a Shakespeare e a Milton, oltre che a Keats e a Coleridge, che abbiamo sentito Bion rivolgersi come fonti di ispirazione e di vero.
Nell'Introduzione subito apprendiamo che Shakespeare alla fine de La tempesta e Milton nel Paradiso perduto, dopo l'espulsione di Adamo ed Eva dall'Eden, scoprirono che il nuovo mondo non è un luogo statico e definito, di ricompensa e punizione, ma un luogo dove l'idea del bene consiste