You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Questa rivista, che ha come obiettivo quello di ampliare l'orizzonte scientifico e culturale della psicoanalisi, pubblica lavori clinici, teorici, sperimentali interdisciplinari che integrano la psicoanalisi con le scienze biologiche, sociali e con la psicologia comportamentale. Nel volume del 1997 sono numerosi gli articoli sullo statuto epistemologico della psicoanalisi. Nel bel lavoro di B. Clarke (”Hermeneutics and the ‘Relational’ Turn: Schafer, Ricoeur, Gadamer and the Nature of Psychoanalytic Subjectivity”) si esamina la specificità della conoscenza psicoanalitica, oscillante tra l'aspetto ermeneutico-interpretativo e quello scientifico-oggettivistico, data la natura ibrida della psicoanalisi che combina l'interpretazione ermeneutica e l'indagine oggettivistica. Dopo un'accurata rassegna delle varie posizioni ermeneutiche di autori quali Schafer, Ricoeur e Gadamer, Clarke esprime, rifacendosi all'ermeneutica gadameriana, la necessità del superamento della contrapposizione tra metodo scientifico ed ermeneutica, considerata quest'ultima come riflessione sullo scopo e sul significato del primo. Infine, l'Autore prende le distanze dalle posizioni relativiste e pluraliste del post-strutturalismo. C. Strenger (”Psychoanalysis as Art and Discipline of the Self: A Late Modern Perspective”), invece, radicalizza il concetto ermeneutico e costruttivistico della psicoanalisi a favore di un pluralismo critico, sia degli ideali del Sé, sia delle teorie psicoanalitiche attuali. Il suo lavoro è teso a dimostrare che ogni approccio clinico è governato da un ideale che riguarda la realizzazione dell'individuo (la quale, sostanzialmente, coincide con la teoria della personalità matura). La sua opinione è che un punto di vista liberale richieda una pluralità di tali ideali dell'individualità (ad esempio, l'ideale freudiano dell'autocontrollo stoico, quello winnicottiano della spontaneità, quello bioniano della capacità di tollerare la mancanza di conoscenza ecc.). In un altro ar