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Sono passati ormai due anni dalla scomparsa di Paolo Matteini e soltanto adesso posso mettere in parole sentimenti e pensieri che in questi molti mesi mi sono passati nella mente.
Paolo Matteini ci ha lasciato prematuramente, in maniera improvvisa nell'agosto del 1996. Tutto si è svolto in pochi mesi, senza che molti di coloro che gli erano vicini si potessero rendere conto di cosa stava realmente accadendo. Così se ne è andato e molti di noi hanno perso un collega ed un amico.
Quando parlo di Paolo con le persone che più gli erano vicine ci si trova sempre a rievocare episodi e situazioni nelle quali Paolo esprimeva quella capacità - che aveva in grado elevatissimo - di creare motti di spirito, cortocircuiti mentali, giochi di parole, di immagini e di emozioni che, in maniera sempre intelligente e qualche volta acuminata e tagliente, coglievano gli aspetti essenziali delle cose, delle situazioni e delle persone.
Questa caratteristica estremamente vitale del suo carattere non ne rendeva sempre facile la frequentazione. Alcuni si ritraevano infastiditi, altri invece tolleravano per qualche tempo il suo spirito sottile, graffiante, a volte sarcastico. Io sono appartenuto senz'altro a questa seconda schiera; chi riusciva a superare il fuoco di sbarramento si trovava poi davanti a una persona di acuta intelligenza e di grande sensibilità, a un amico riservato e fedele al quale poter fare davvero riferimento nei momenti di difficoltà. Il passare