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Il grande merito della teoria dell'attaccamento di John Bowlby (Bowlby, 1969, 1973, 1980, 1988) è quello di avere configurato la socializzazione del bambino come l'esito di un processo interattivo. La risultante di questo processo è l'interiorizzazione da parte del bambino di modelli di interazione diadici (di qui “modello operativo interno” o IWM). Dal momento in cui tali modelli vengono oggi concepiti, sia pur con diversi accenti, come potenzialmente trasportabili nello stile di relazione dell'adulto (Main e Goldwyn, 1984; Main, 1996; Hazan e Shaver, 1987) ed addirittura trasmissibili di generazione in generazione (Main e Hesse, 1992; Fonagy et al., 1992), la ricerca sugli IWM sta assumendo un ruolo cruciale sia nel campo della valutazione dei tratti di base della personalità che in quello della prevenzione.
Due sono i metodi di classificazione del modello operativo che sono stati sviluppati dalle allieve di Bowlby: il primo è basato su un indice comportamentale che classifica lo stile di attaccamento nel bambino a partire dalle sue reazioni a una separazione sperimentale dalla madre ed è noto come “Strange Situation” (Ainsworth et al., 1978). Il secondo è basato su una valutazione degli “stati della mente” dell'adulto in relazione all'attaccamento, a partire dal linguaggio usato durante una intervista semi-strutturata sull'infanzia ed è noto come “Adult Attachment Interview” o