You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
In questo libro Silvia Vegetti Finzi guida il lettore a visitare questioni inquietanti e complesse, quelle poste dalle nuove forme di maternità, aperte dalle biotecnologie, e cresciute velocemente negli ultimi vent'anni.
Con tranquilla sicurezza e con limpidezza di parola e di pensiero percorre tutti i sentieri che sono attraversati da questa tematica, senza confondere i livelli diversi e senza incorrere nelle secche
dell'ideologia. Una capacità esplicativa e riflessiva davvero invidiabile.
La prima caratteristica del libro è la ricchezza del materiale e delle argomentazioni presentate: l'Autrice fornisce un panorama delle forme della maternità, proponendo prospettive storiche, facendo riferimento ai cambiamenti sociali epocali, radicandosi nel luogo delle origini della struttura psichica, lambendo casi di cronaca esemplificativi, risalendo al sapere depositato nei miti, illustrando le acquisizioni della scienza, offrendo informazioni aggiornate sullo stato della legislazione e dei comitati di bioetica. L'attenzione di fondo, che costituisce il punto di reperire di tutte le osservazioni, è rivolta all'apporto della psicoanalisi che “consiste appunto nel reintrodurre il coinvolgimento e l'ambiguità là dove regna l'eccesso della luminosità e del rigore”. Il quadro che risulta alla fine della lettura è ricco, complesso, limpido, utile per riflettere disponendo di strumenti conoscitivi validi.
La naturalezza del discorso, che segnala una competenza speciale dell'argomento, fatta di documentazione, ma anche di esperienza psicoterapeutica e conoscenza emotiva diretta della vita psichica della donna, si affaccia poi, con un effetto vertiginoso, su abissi che si aprono all'improvviso e rivelano l'oscura complessità nascosta dietro le nuove possibilità decisionali aperte riguardo alla procreazione. Siamo alla presenza di un contenuto dell'inconscio, di un oggetto che pertiene al campo della psicoanalisi, la cui esistenza costituisce un ambito di libertà inalienabile, e anche