You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Sono passati vent'anni dall'approvazione della legge 180, che sanciva il superamento del manicomio e imprimeva una svolta decisiva all'assetto istituzionale della psichiatria italiana, avviando un processo di trasformazione per nulla semplice e lineare, che è tuttora in corso. Ce lo ricorda questo libro ideato e curato da tre colleghi liguri (Giovanni Giusto e Paolo Peloso, psichiatri, e Laura Pesce, psicologa, nel quale sono raccolti interventi non solo di psichiatri e psicoanalisti che lavorano nelle istituzioni, ma anche di politici e rappresentanti delle associazioni di familiari dei pazienti. Lo scopo dichiarato - e, mi sembra, ottenuto - dai curatori è di fornire al lettore non un testo celebrativo o autopromozionale, bensì un contributo di idee basate sull'esperienza concreta e rivolte ai problemi ancora aperti.
Il volume inizia con un documento: il resoconto stenografico della seduta della Commissione Igiene e Sanità della Camera nel corso della quale si giunse a concordare il testo definitivo della legge (il 28 aprile 1978). Il dibattito tra i parlamentari - alcuni dei quali erano medici e anche psichiatri - fornisce una significativa testimonianza del clima politico-culturale creatosi in quegli anni intorno alla questione della malattia mentale e del suo trattamento. Vi si coglie, insieme allo sforzo di raggiungere una sintesi equilibrata tra i diversi aspetti etici, giuridici e sanitari, anche l'inevitabile difficoltà a prefigurare concretamente le strutture alternative al manicomio, così che l'effettivo compimento degli intenti riformatori della legge restava affidato all'ulteriore impegno di forze politiche e amministrazioni locali: impegno che - come sappiamo - è stato tutt'altro che continuo e uniforme nelle varie aree geografiche. (È sintomatico che a distanza di vent'anni, nel 1998, si sia reso ancora necssario un impulso legislativo centrale per riportare alla ribalta il problema dei “residui manicomiali”, a lungo rimossi).
Oltre al relatore della 18