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Schwindel è una parola che in tedesco vuol dire — fra altre cose, come vedremo — anche “imbroglio”, “inganno”. La più lontana origine della psicoanalisi nella cura ipnotica ci avverte che questa imbarazzante eventualità può non esserci estranea.
Certo fu drastica la decisione di separarsi da quella rigida divisione di ruoli fra l'ipnotizzatore (sveglio) da una parte e l'ipnotizzato (addormentato) dall'altra, ma non si poteva anche abolire in un colpo solo ogni contaminazione con la suggestione e con l'essere suggestionati. I nostri atteggiamenti scientisti sono stati dunque molto spesso accusati di essere niente altro che un inutile esorcismo.
Io non credo però che noi dovremmo tanto metterci al riparo da queste accuse, quanto piuttosto preoccuparci della qualità del nostro esorcismo, che deve essere mantenuta abbastanza elevata da permettere di districarsi fra le diverse eventualità. Infatti l'esperienza della suggestione, dell'inganno e del relativo possibile disinganno è una cosa; la presenza dell'imbroglio, invece, è tutt'altra cosa.
Il sospetto di Wittgenstein era che proprio con un atteggiamento scientistico, soddisfacendo con spiegazioni causali1 il bisogno di credere suo e del paziente,