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Il cervello emotivo, di Joseph LeDoux, uno dei più importanti studiosi contemporanei di neurobiologia, è un libro di grande interesse e fascino per svariati motivi.
In primo luogo è una rassegna scientifica, chiara e efficace, delle ultime rivoluzionarie scoperte su come lavora la nostra mente, scoperte ottenute attraverso una metodologia i cui risultati sono verificabili con il tradizionale metodo sperimentale.
In secondo luogo il libro si occupa di un argomento, l'emotività, che è stato escluso per molto tempo dalla neurobiologia, influenzata dall'approccio comportamentistico che eliminava dalla ricerca tutti quei fattori sospettati di essere fuorvianti, perché condizionati da elementi soggettivi. Tradizionalmente, le scienze cognitive hanno trattato la mente come un computer e si sono interessate prevalentemente a capire come la persona risolva i problemi logici.
Uno dei meriti di LeDoux è quello di rintracciare la storia dello sviluppo delle nuove idee per dimostrare che la moderna neurobiologia si è sviluppata solo quando ha potuto affrontare l'ambito sfuggente dell'emotività attraverso un approccio metodologico coerente.
Ritengo quindi che questo testo sia importante anche per noi, che centriamo il nostro interesse sulle emozioni svelate attraverso l'analisi dell'inconscio personale e la ricostruzione delle originarie relazioni affettive.
Il libro si apre con il famoso esperimento del cervello scisso (chirurgicamente) in cui i due emisferi non comunicano e in cui l'informazione rimane intrappolata