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Psyche si distingue per l'attenzione ai lavori psicoanalitici che guardano “oltre il divano” e promuovono il confronto con altre discipline scientifiche. Anche quest'anno alcuni articoli riprendono un filone tematico particolarmente sentito dagli autori tedeschi: il confronto con la storia del Terzo Reich e delle sue ripercussioni attuali. Segnalo a questo riguardo un numero monografico (il fascicolo 6 di questo volume, pp. 479-636, intitolato “Goldhagen und die Deutschen”) dedicato appunto al rapporto tra “Goldhagen e i tedeschi”. Tutti i lavori pubblicati in questo fascicolo fanno riferimento al libro Hitler's Willing Executioners di Daniel Jonah Goldhagen, per il quale l'Autore ha ricevuto nel 1994 il premio Gabriel A. Almond dalla American Political Science Association per la migliore dissertazione dell'anno. Goldhagen, professore di scienze politiche alla Harvard University, analizza nel suo saggio i Tedeschi e l'Olocausto come farebbe un antropologo con una popolazione sconosciuta e con una cultura totalmente differente dalla propria. Nella sua articolata ricerca, l'Autore evidenzia una specifica forma di antisemitismo sviluppatasi in