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Il sogno è l'infinita ombra del vero e spesso è più reale del reale.
Questo è un lavoro metapsicologico. Nelle nostre intenzioni esso vorrebbe proporre alcuni problemi di teoria e di tecnica psicoanalitiche quali potrebbero trasparire da domande come: cosa pensare, cosa dire e come dirlo?
Quando parliamo di sogno, noi psicoanalisti intendiamo in genere riferirci contemporaneamente ai suoi due livelli riconosciuti, quello manifesto e quello latente. In questo senso il sogno sembra esprimere sia una discontinuità che il nostro umano tentativo di oltrepassarla: due situazioni che, prese contemporaneamente, ci caratterizzano. Nel suo insieme, quindi, il sogno appare come la manifestazione del continuo lavoro (onirico) effettuato nel passaggio da un livello all'altro, passaggio che va continuamente ricostruito nel lavoro, equivalente, della seduta analitica.
“Si trattava, ricordo, di un'apparizione…: una visione spaventosa apparsa ad un bambino che dormiva nella stanza della madre, e che l'aveva destata con il suo terrore: destata non per vincere quell'incubo e farlo teneramente riaddormentare,